“Un investimento senza un’analisi fondamentale è impossibile” – Laurenz Apiarius di Blockwall

Laurenz Apiarius è Managing General Partner di Blockwall, il primo gestore di fondi BaFin tedesco a fornire agli investitori l’accesso allo sviluppo di tecnologie a catena di blocco. Gli abbiamo parlato del suo background personale, del prodotto offerto da Blockwall e della sua visione delle valute criptate.

Sei stato coinvolto con le crypto trader prima di questo progetto e qual è stato il tuo atteggiamento?

L’argomento cripto valute accompagna i miei crypto trader e me già da diversi anni. All’inizio era più un gioco con il “denaro digitale”, ma la situazione è cambiata molto rapidamente dopo che abbiamo capito di cosa si trattava e l’incredibile potenziale delle tecnologie Ledger distribuite (DLT). Da allora, è stato difficile trovare altri argomenti che hanno un effetto dirompente simile: https://www.onlinebetrug.net/it/bitcoin-trader/

Quali sono state le ragioni per creare un fondo chiuso invece di un fondo aperto?

Il nostro fondo è un ponte attraverso il quale gli investitori professionali possono partecipare allo sviluppo di queste tecnologie. Poiché le tecnologie sono ancora in una fase iniziale assoluta, i prezzi delle valute cripto sono ancora molto speculativo e quindi non sempre comprensibili e volatili. Per noi è stato quindi un approccio convincente che il fondo doveva essere chiuso per proteggere i nostri investitori da queste fluttuazioni di mercato guidate da speculazioni e quindi essere in grado di focalizzare l’attenzione sullo sviluppo tecnologico.

Quale gruppo di investitori è il vostro fondo di destinazione? Qual è il deposito minimo?

I nostri gruppi di investitori sono principalmente HNWI, family office e investitori istituzionali che hanno identificato DLT/Blockchain come un’interessante aggiunta alla strategia di portafoglio. L’investimento minimo nel nostro primo fondo “Blockwall Capital I” è stato di EUR 200.000, in linea con i nostri requisiti normativi.

Il vostro fondo investe direttamente in gettoni o i derivati vengono utilizzati per replicare i prezzi?

Il valore aggiunto nel settore delle tecnologie decentralizzate è rappresentato quasi esclusivamente dal rispettivo gettone, motivo per cui investiamo esclusivamente e direttamente in tali gettoni. Inoltre, facciamo investimenti esclusivamente senza prendere in prestito. Copriamo l’intero ciclo d’investimento di un token – dal capitale proprio alle pre-ICo/ICO alle attività già negoziabili. Quest’ultima – la parte liquida del mercato – è il nostro chiaro obiettivo d’investimento.

Come si garantisce una conservazione sicura dei gettoni?

La questione della custodia è particolarmente importante per noi, per questo motivo utilizziamo solo soluzioni riconosciute a livello internazionale e best practice. Seguiamo con la massima cura gli sviluppi di questo elemento essenziale. Per ogni nostro patrimonio esiste un sistema di custodia ottimale e sicuro, soprattutto per questo valore.

Quali sono i criteri di selezione delle valute criptate? Che approccio di diversificazione avete?

La tecnologia è ancora in una fase iniziale di sviluppo e presenta grandi opportunità e rischi. Dal punto di vista odierno, vediamo il maggior potenziale nella base tecnologica, che sarà rilevante per l’ecosistema DLT a lungo termine. Queste tecnologie infrastrutturali consentiranno l’introduzione di modelli di business innovativi e nuovi sulla catena a blocchi, ponendo così le basi per ulteriori applicazioni.

La maggior parte degli investitori in questo mercato investe ancora troppo dalla “pancia”. Pochissime persone leggono un libro bianco o cercano di analizzare e valutare il business case che sta dietro a un gettone. Per noi, un investimento senza un’analisi fondamentale è fuori questione. Qui ci basiamo su una matrice e un modello di valutazione autosviluppati, che sviluppiamo continuamente. La nostra asset allocation si basa su una due diligence qualitativa e quantitativa.